Cremonini, Galilei e gli inquisitori del Santo a Padova

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Antonino Poppi
Collana
Centro Studi Antoniani - CSA
Edizione
1
Anno
1993
Pagine
130
Formato
24 x 17
Illustrazioni
tavv.
ISBN
978-88-85155-14-5
Cod. CSA
CSA15
Lingua
Italiano
Note

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Scritto già apparso in Il Santo. Rivista francescana di storia dottrina arte, XXXIII (1993), fascc. 1-2, p. 5-112, fino Appendice I

Contenuto

PRESENTAZIONE
Preceduti da un'ampia introduzione, commentati da un copioso e puntuale apparato di note storiche, l'autore presenta una trentina di documenti recentemente scoperti nell'Archivio di Stato di Venezia, concernenti processi inquisitoriali per eresia contro Cesare Cremonini e Galileo Galilei.
Da essi si viene a sapere che il Galilei fu inquisito per pratiche astrologiche e per vita "hereticale" già nel periodo padovano (1604), e che ebbe a che fare con il Sant'Ufficio ancora a Firenze, da giovane, in atroci dissapori con la madre.
Si evince, inoltre, che il Cremonini ebbe a subire altre denunce e processi assai prima di quelli più noti agli studiosi, non solo a causa della sua interpretazione di Aristotele a favore dell'immortalità dell'anima umana, ma anche per dottrine erronee circa alcuni dogmi cristologici. Viene pubblicata per la prima volta una sua nobile e vibrata autoapologia, inviata al doge e al Senato veneziano nel 1604, contro attacchi personali e denunce di empietà da parte di colleghi di Facoltà.
Alla: luce dei manoscritti originali l' autore · verifica, infine, i successivi processi contro il pensiero e le opere cremoniniane, recando nuovi documenti di conferma e correggendo o rettificando diverse incertezze ed errori degli storiografi precedenti. _
Nonostante le forti pressioni esercitate su di essi dalla rigidità dei teologi e dei giudici dell'Inquisizione romana, da un lato, e dagli interessi della ragion di Stato da parte del governo della Serenissima, dall'altro, l 'autore dimostra come gli inquisitori francescani conventuali del Santo si mossero con senso di umanità e con grande comprensione e rispetto verso gli inquisiti.
Egli auspica inoltre che, analogamente a quanto è stato fatto per Galilei, venga fatta una riabilitazione anche della condanna del Cremonini.

L'autore è stato ordinario di Filosofia morale alla Facoltà di Lettere del!'Università di Padova

Dall'Introduzione dell'Autore
Finora si è creduto che il primo sospetto dell'Inquisizione  su Galileo fosse caduto in quella Congregazione del Sant'Ufficio di Roma del 17 maggio 1611, allorché tra le altre cause trattate fu avanzata  la richiesta esplicita: « Videatur an in processu Doctoris Caesaris Cremonini sit nominatus...  Galileus,  philosophiae  et  mathematicae  professar». Dai nuovi documenti  scoperti  nell'Archivio di Stato  di Venezia si viene invece a conoscere che già sette anni prima, il 21 aprile 1604, egli era stato formalmente  denunciato come eretico e di costumi libertini  presso il tribunale  in(quisitoriale di Padova, e che, se si deve prestar fede al denunciante,  egli ebbe a che fare con il Sant'Ufficio di Firenze addirittura da giovane, ben prima di giungere professore a Padova nel1592,  trascinatovi forse nientemeno che dalla madre.

Poscritto
A stampa ormai conclusa, l'autore ha preso conoscenza che i tre documenti galileiani di questa Appendice I (pp. 110-111) sono stati già pubblicati da Antonio Favara nel «Supplemento al carteggio» che si trova alla fine degli indici, nel XX volume dell'edizione nazionale delle Opere di G. Galilei, alle pp. 570 e 577.

INDICE GENERALE (estratto da "Il Santo", XXXIII (1993), fascc. 1-2, fino Appendice I))
INTRODUZIONE
La ricerca d'archivio
Le denunce al Sant'Ufficio di Padova nel 1604
Le angustie degli inquisitori
L'intervento del governo veneziano
L'apologia del Cremonini e la difesa di padre Lippi
Il nuovo apporto dei documenti
Il processo del 1608 contro il Cremonini
Il decreto del Sant'Ufficio del 1611
Il fallito tentativo di condanna del «De coelo» nel 1614
Le nuove censure del 1619 contro l'«Apologia» del Cremonini
Ultime vicende processuali del Cremonini
Criterio dell'edizione

DOCUMENTI

  1. I rettori informano il Senato delle denunce al Sant 'Ufficio di Padova
  2. Il governo veneziano richiede copia delle denunce contro Cremonini e Galilei
  3. I rettori di Padova inviano al doge copia delle due denunce
  4. La denuncia contro il Cremonini
  5. La denuncia contro il Galilei
  6. Il governo veneziano valuta l'inconsistenza delle denunce contro Cremonini e Galilei
  7. I rettori vengono a sapere che la pratica contro il Cremonini era stata trasmessa a Roma
  8. La denuncia contro il Cremonini è stata letta alla presenza del papa, il quale chiede la verifica di un precedente processo (1599) contro il medesimo docente
  9. Il primo processo del Sant'Ufficio di Padova contro il Cremonini
  10. Il governo veneziano fa pressione sull'inquisitore perché venga insabbiato il processo contro il Cremonini e suggerisce diplomaticamente la risposta al cardinale Borghese
  11. I rettori informano il doge sulle difficoltà dell'inquisitore nella risposta al Sant'Ufficio romano e danno un resoconto dell'attacco del quaresimalista della cattedrale contro il Cremonini
  12. La deliberazione finale della Signoria veneziana sul processo inquisitoriale contro il Cremonini
  13. Invio della documentazione sul caso Cremonini all'ambasciatore a Roma
  14. I rettori informano il doge sulle lettere inviate dall'inquisitore al cardinale Borghese
  15. L'autoapologia del Cremonini presso la Signoria veneziana
  16. Richiesta al Senato di una raccomandazione e autodifesa di padre Cesare Lippi
  17. Il Senato raccomanda padre Lippi all'ambasciatore a Roma
  18. Lettera al doge in favore del professar Paolo Beni
  19. Raccomandazione del Beni all'ambasciatore a Roma
  20. L'inquisizione di Venezia approva con qualche riserva il «De coelo" del Cremonini
  21. L'approvazione del «De coelo» da parte del segretario del Senato
  22. Notificazione della morte dell'inquisitore di Padova
  23. L'ambasciatore fa presente al papa i desideri del doge sulla persona del nuovo inquisitore per Padova
  24. Il Senato vuole che il nuovo inquisitore di Padova sia «persona suddita et confidente nostro»
  25. L'ambasciatore informa il doge che il Sant'Ufficio sta per condannare il «De coelo» del Cremonini
  26. Il Senato istruisce l'ambasciatore perché a Roma sia bloccata la condanna del «De coelo»
  27. Il Senato sollecita l'ambasciatore per una risposta circa il «De coelo» del Cremonini
  28. Il segretario dell'ambasciatore riprende la causa del Cremonini
  29. Il cardinale Millino e il cardinale Borghese deplorano il comportamento del Cremonini nei confronti del Sant'Ufficio
  30. Le proibizioni di libri del tribunale di Roma non valgono nel territorio della Serenissima
  31. «Observationes in Apologiam dictorum Aristotelis de quinta coeli substantia»
  32. «Adnotatio ad librum domini Caesaris Cremonini De quinta coeli substantia»
  33. Lettera dell'inquisitor di Padoa al signor Cremonino
  34. Risposta del Signor Cremonino all'inquisitor di Padoa
  35. «Responsio Caesaris Cremonini ad supradictas Observationes»

APPENDICE I: Nuovi documenti sui processi romani contro Galilei
APPENDICE II: Galileo e la Scuola teologica del Santo